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Post-Sanremo post – Dovrebbero vendere le magliette “Io c’ero e sono sopravvissuto”

È finito.
È come uno di quegli incubi dove ti senti intrappolato e quando ti svegli ancora credi di esserci dentro. Ma bastano pochi secondi per capire che no, non esiste più. Soprattutto le canzoni, ecco, quelle sappiamo tutti con certezza che non le sentiremo più.

Io quest’anno il festival l’ho seguito tutto. A parte un’ora e mezza mercoledì, per la precisione. L’ho fatto solo perché in tempo reale lo commentavo sul forum delle malvestite assieme agli altri iscritti. Altrimenti avrei scelto qualcosa di meglio, che so, avrei abbracciato Scientology. L’ho seguito dal primo istante, con la vocina irritante di Laurenti, e il mio unico pensiero e’ stato “ommioddio è di nuovo quello dell’anno scorso, allora i buchi neri esistono”, il numero noiosissimo delle immagini di cui indovinare il senso (avete presente? Bonolis mostra un’immagine palesemente fuorviante e Laurenti cerca di attribuirle un significato: la prima immagine era un bambino che cagava sul cesso, la seconda un bambino che mostrava il suo corredo genitale a delle bambine in una tinozza e la terza un altro bambino che voleva dare da mangiare a due canguri che si ingroppavano. Temevo che nell’ultima foto ci sarebbero stati i ruoli invertiti), e l’entrata della Clerici sull’astronave. Da lì in poi il mio encefalogramma è stato piatto con alcuni picchi coincidenti con i momenti di peggio bruttura della manifestazione. Questo si traduce in due vantaggi:

  • non ricordo tutto: questo post non sarà chilometrico
  • ricordo solo il peggio: questo post sarà un documento di quanto in basso possa cadere la razza umana.

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Oggi pomeriggio il post preview su Sanremo

È quasi pronto, oggi pomeriggio lo metto online. Lascio passare una notte, mi sveglio, mangio, me lo rileggo ed è fatta.

È il post di preparazione spirituale per la sessantesima (oddio, sessantesima davvero? Sì, solo i migliori se ne vanno prima dei sessanta, suppongo) edizione di Sanremo. Tutto ciò che potevo trovare sul fantastico sito, dal regolamento impaginato da un gatto storpio, al treno dei desideri, dalle giovani promesse alle banalità diffusissime e sempre adorabili che ci propinano i cervelloni RAI.

Quindi ecco, stasera, prima di sintonizzarvi sul festival della canzone economica, leggetevi la mia personale introduzione. E cercate qualcosa di meglio da fare, che so, riscoprite la peste, o dichiaratevi a un perfetto sconosciuto misantropo.