Archive for the ‘ La mia cara TV ’ Category

Ma chi hai detto che parla? Ovvero: i migliori e i peggiori dialoghi deliranti di Al di ispirazione Mooriana parte II

Eccoci al secondo appuntamento con i dialoghi del passato, quelli ispirati dalla sempre ganza Betty Moore di malvestite.net. Come vi ho già spiegato nel post precedente, sto raccogliendo i dialoghi che ho pubblicato come commento ai post di Betty degli ultimi mesi, almeno quelli più apprezzati da altri commenti.

Questa volta a ispirarmi era stato il post di Betty su Milena Gabanelli, le chem trace e il CICAP. Io forse sono più complottista di Betty, ma mi fa sempre molto ridere il tono in cui i complottisti DOCG scrivono.

Come sempre, vi ricordo di leggere il post della Moore prima di proseguire, perché altrimenti mi denunciate al più vicino centro psichiatrico.

Ricordo di avere avuto il seguente dialogo con i signori Angela Alberto, Angela Piero e Polidoro Massimo, vi lascio il beneficio del dubbio (ovvero: potrei star dicendo un sacco di puttanate, ma vi sarete dimenticati questo disclaimer fra una frase e sarete convinti che tutto sia vero), ma eccovi la trascrizione fedele, dove, per semplicità, mi chiamerò con un nome d’arte: Maestro do Nascimento, abbreviato in Maestro. Ecco:

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Chi sta parlando? Ovvero: i migliori e i peggiori dialoghi deliranti di Al di ispirazione Mooriana parte I

Prendiamola come sempre larghissima. Ogni artista ha la sua musa. Un’errata concezione è che l’artista la musa la conosca, la veda, l’abbia ben presente e ci pensi ogni volta che cerca di creare qualcosa. Old style. Io la mia musa ce l’ho online e si chiama, lo avrete capito, Betty Moore. Allora ecco come funziona, io leggo un suo post (sììììì, uno di quelli acidissimi dove spara merda su tutti e tutti dite che è una stronza, esatto!, è una stronza che scrive proprio bene e a me fa tanto ridere, punto ebbasta!, quindi scrivo) e, spesso, se il mio cervello non è consumato, scrivo un delirio di dialoghi sui personaggi e le situazioni da lei descritti che lascio come commento al post.
Diciamolo, mi sento un parassita. Per questo cercherò di dare a Betty ciò che è di Betty, sempre. Insomma, ecco la novità: i miei dialoghi ora saranno qui, nel mio blog, linkati dalla pagina dei suoi commenti e linkanti la stessa (ovvero, leggete il suo post e io ho scritto un dialogo? Trovate il link nei commenti. Volete leggere un mio dialogo di ispirazione Mooriana? Prima vi leggete il suo post, linkato in testa al mio, e poi tornate al dialogo, che altrimenti risulta incomprensibile).

Potrà anche capitare che i dialoghi invece si ispirino ad altro, ovviamente. Sarà mia premura indicarvi la fonte, state tranquilli.

Ok. Qui, come inaugurazione, vado a mettervi l’ultimo dei dialoghi da me scritto.

Il post è di oggi-oggi, parla di Bruno Vespa, Dio, angeli custodi ed esorcismo, e si intitola Procol Harum, Zovirax, Platinum Collection, Sandeibladisàndei!.

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In Egitto costruivano piramidi. A Pozzuoli girano film.

Immaginate di essere in camera vostra. Guardatela, la riconoscete? Ah! Fregati! Era solo un fondale blu colorato al computer, con la tecnica che in gergo si chiama chroma key e che nell’opera d’arte che mi appresto a recensire e’ stata leggermente abusata, come quando viene usata per mettere come sfondo a un dialogo un semplice e banale muro di mattoni. Ma andiamo con ordine e facciamo partire la sigla.

I mille nomi di Sufi'

Ceci n'est pas une autocélébration.

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Post-Sanremo post – Dovrebbero vendere le magliette “Io c’ero e sono sopravvissuto”

È finito.
È come uno di quegli incubi dove ti senti intrappolato e quando ti svegli ancora credi di esserci dentro. Ma bastano pochi secondi per capire che no, non esiste più. Soprattutto le canzoni, ecco, quelle sappiamo tutti con certezza che non le sentiremo più.

Io quest’anno il festival l’ho seguito tutto. A parte un’ora e mezza mercoledì, per la precisione. L’ho fatto solo perché in tempo reale lo commentavo sul forum delle malvestite assieme agli altri iscritti. Altrimenti avrei scelto qualcosa di meglio, che so, avrei abbracciato Scientology. L’ho seguito dal primo istante, con la vocina irritante di Laurenti, e il mio unico pensiero e’ stato “ommioddio è di nuovo quello dell’anno scorso, allora i buchi neri esistono”, il numero noiosissimo delle immagini di cui indovinare il senso (avete presente? Bonolis mostra un’immagine palesemente fuorviante e Laurenti cerca di attribuirle un significato: la prima immagine era un bambino che cagava sul cesso, la seconda un bambino che mostrava il suo corredo genitale a delle bambine in una tinozza e la terza un altro bambino che voleva dare da mangiare a due canguri che si ingroppavano. Temevo che nell’ultima foto ci sarebbero stati i ruoli invertiti), e l’entrata della Clerici sull’astronave. Da lì in poi il mio encefalogramma è stato piatto con alcuni picchi coincidenti con i momenti di peggio bruttura della manifestazione. Questo si traduce in due vantaggi:

  • non ricordo tutto: questo post non sarà chilometrico
  • ricordo solo il peggio: questo post sarà un documento di quanto in basso possa cadere la razza umana.

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“E con questo vorrei ringraziare la direzione del festival della canzone italiana per il fantastico sito” – la preview di Sanremo

Diciamocelo, dopo l’esclusione di Morgano, molti di noi non hanno nessuna motivazione per vedere Sanremo. Diciamoci anche che allo stesso tempo, non avevamo nessuna motivazione per vedere Sanremo anche prima. Solo che Morgano avrebbe sfoderato tutta la sua superbia al sapore di canotta sudata e ci avrebbe stupiti con qualcosa come:

Be’, non tutto il male vien per nuocere, mi dico, potremo prestare piu’ attenzioni al resto dello splendido festival della canzonetta. Cosi’ decido di prepararmi in anticipo e cerco in internet cosa posso trovare. Fantastico, c’e’ il sito ufficiale, mi ci butto (venendo aggredito dalla gigantografia del bambino Kinder, come soberrimo sponsor) e comincio a spulciarlo link per link. Cominciamo.

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