“E con questo vorrei ringraziare la direzione del festival della canzone italiana per il fantastico sito” – la preview di Sanremo

Diciamocelo, dopo l’esclusione di Morgano, molti di noi non hanno nessuna motivazione per vedere Sanremo. Diciamoci anche che allo stesso tempo, non avevamo nessuna motivazione per vedere Sanremo anche prima. Solo che Morgano avrebbe sfoderato tutta la sua superbia al sapore di canotta sudata e ci avrebbe stupiti con qualcosa come:

Be’, non tutto il male vien per nuocere, mi dico, potremo prestare piu’ attenzioni al resto dello splendido festival della canzonetta. Cosi’ decido di prepararmi in anticipo e cerco in internet cosa posso trovare. Fantastico, c’e’ il sito ufficiale, mi ci butto (venendo aggredito dalla gigantografia del bambino Kinder, come soberrimo sponsor) e comincio a spulciarlo link per link. Cominciamo.

Per godermi al meglio il tutto, ho bisogno di conoscere il regolamento, che fortunatamente ci il sito ci fornisce. La prima cosa che salta all’occhio e’ la superba impaginazione. Credo che a stilare una statistica, non si troverebbero due righe che abbiano gli stessi margini. Sia a sinistra, che a destra. La maggior parte dei paragrafi ha una struttura a scaletta, che fa stare male a cercare di leggerlo. E qui ci chiediamo quali potenti mezzi siano stati utilizzati: persino un gatto storpio e cieco da un occhio si sarebbe reso conto del problema e avrebbe fatto qualcosa di meglio. Mi faccio coraggio e leggo quello che riesco, anche se il senso di nausea e’ difficile da tenere a bada: ho il sospetto che dietro questa impaginazione casuale ci sia un antico codice nascosto o, semplicemente, la volonta’ di nascondermi qualcosa. Sono 25 pagine che dovro’ leggere cambiando le mie convinzioni su come si debbano muovere gli occhi di riga in riga, ma lo faccio. A pagina due vengono definite le serate, con un uso dei font simile al mio. Intendo simile al mio di quando avevo quattro anni. Ma chi l’ha redatto?

una competizione tra canzoni “nuove” interpretate da 15 ARTISTI individuati secondo criteri di contemporaneità, fama e valore riconosciuti;

con “15″ scritto a caratteri cuibtali. E, qualche riga sotto anche “8 grandi” (della musica italiana) viene scritto gigantesco, che sembra che ci siano il direttore artistico (Gianmarco Mazzi) e la Clerici che urlano, poveretti, per dare importanza a questo dato. Sorvoliamo sulla serata evento dedicata alla “leggenda” (virgolette prese dal regolamento, non sono io che sono ironico) di Sanremo, sai che leggenda.
Poi un sacco di cose interessantissime, non ve le racconto per non rendere il seguito troppo noioso, sappiate solo che c’e’ gia’ tutto il programma della sessantesima edizione e sembra bellissimo. No. In compenso dopo un po’ arriviamo alla parte relativa alle domande di partecipazione, che per gli artisti famosi e’ una specie di formalita’, dato che ovviamente e’ il festival a chiedere alla casa/etichetta discografica di far partecipare il cantante e tutto cio’ che l’etichetta deve fare e’ mandare un plico con la canzone su un cd, qualche copia del testo, eccetera. Per la nuova generazione, le giovani promesse, insomma quelli troppo vecchi e con troppo poco metallo in bocca per Gerry Scotti, la faccenda e’ piu’ divertente, perche’ asieme alle banalissime cose gia’ citate per gli artisti famosi, le nuove leve devono mandare un DVD con il video della canzone: con quale scopo? Semplice, poterli mettere sul sito della rai e intrattenerci per mezz’oretta. Ma ve ne parlo nella sezione apposita, piu’ in basso. Poi un po’ di raccomandazioni per il pezzo, dove spicca la distinzione tra contenuti

osceni, pornografici o pedopornografici

laddove non riesco ancora adesso a capire la necessita’ di specificare il terzo genere, ma contenti loro, contenti tutti. E fra l’altro ci si chiede come il pezzo di Povia dell’anno scorso sia stato accettato, dato il secondo punto che vieta contenuti

discriminatori in ragione di età, sesso, orientamento sessuale

ma anche come sia stato accettato quello di quest’anno, dato che il terzo punto parla di elementi

che incitino alla violenza o all’odio, comunque motivati

e ogni anno Povia riesce ad attirare da parte della maggior parte della popolazione pensante sia la prima che il secondo. Su se stesso.
Fra l’altro i file inviati alla rai non devono contenere

virus, worm horse, o altri simili componenti nocivi che possano danneggiare altro computer.

Ecco, dal connubio incestuoso (cit.) tra worm e trojan horse, due tipi di virus, nasce, alla rai, il worm horse. Un cavallo dei vermi. Che paura.
Il resto e’ un’accozzaglia di ripetizioni su regolamenti, proibizioni, regole e minchiette da fare e non fare al festival. Ve (ma non me) lo risparmio.

Ora che so come funziona il festival dell’amore, sono pronto a leggere il resto del sito, a partire dalla sezione Antonella & co. Prima di tutto: perche’ mai si ostinano a cercare di far passare la Clerici per una nostra amica? E’ sempre Antonella, a prescindere dal contesto. Ma basta. Non la conosco, per me e’ la Clerici, fine. Non e’ una mia parente. E Antonella di qui, e Antonella di li’. E perche’ dovrei essere suo amico? Fammi vedere il curriculum… unomattina, domenica in, la prova del cuoco… ah, che grandi programmi! E come dimenticare il fantastico Treno dei Desideri solito dispenser di finta felicita’, dove a una squattrinata regalano la casa dei suoi sogni e il resto dei milioni di indigenti italiani sono contenti per lei e si dimenticano che anche questo mese non mangeranno un cazzo e il mutuo gli divorera’ un altro organo. Oh, e il principe dei programmi inganno: Affari Tuoi! Quasi me lo scordavo. Ma Antonella un cazzo, e’ la Clerici, la CLERICI. Non e’ mia amica. Non e’ tua amica. E poi cosa mi rappresenta questo & co.? Sembra il titolo di un film Pixar. Sembra che gli autori siano una banda di ragazzotti allegri, mentre, sfogliando veloce, direi che l’eta’ media sta attorno alla cinquantina. Vabbe’, fra l’altro anche gente con le palle. Uno ha persino curato programmi della Disney, spero che a un certo punto della trasmissione, l’orchestra sia rimpiazzata di colpo dal cast del Libro della Giungla. Sai che colpo di scena. Infine il regista, che gia’ solo per aver lavorato con Fiorello, Panariello e Salemme, rappresenta in gran parte il male della comicita’ moderna (nota a margine, Panariello infesta il sito con la pubblicita’ wind e a me, che gia’ fa cagare in tv, viene davvero voglia di tirare testate al monitor).

Cosa abbiamo ancora? Una prelibatezza, la presenza (annunciata a destra e a manca) di Costanzo. Il suo curriculum riesce a sfuggire alla sezione Antonella & co., ma mi dispiace un po’ notare come nella sezione sul cinema si legga

Ha scritto quattro film e due serie televisive con Pupi Avati. Suoi sono “L’altra metà del cielo” con Monica Vitti ed Adriano Celentano, per la regia di Franco Rossi e “Una giornata particolare” con Marcello Mastroianni e Sofia Loren, per la regia di Ettore Scola. Nel 2003 torna come sceneggiatore nel film interpretato da Francesca Neri e Giancarlo Giannini “Per sempre”.
Ha scritto la sceneggiatura del film “Voce del Verbo Amore” diretto da Andrea Manni con Stefania Rocca e Giorgio Pasotti.

ma non si faccia minimamente accenno alla sua opera massima, Troppo Belli con Daniele e Costantino, che ricordiamo dichiara subito all’inizio di essere nato da un’idea di Maurizio Costanzo. Peccato davvero, avrei voluto chiedergli se la scena del furto delle mutande o quella dell’ubriachezza molesta di Daniele fossero presenti nella sua idea originale.

Infine, per lasciarci, diamo un’ascolto alla sezione nuova generazione, dove troviamo queste bellissime dieci canzoni-artista (oh, le chiamano cosi’ sul regolamento).

  1. Nicolas Bonazzi – “Dirsi che è normale”: il nome e’ quanto di piu’ Uomini e Donne io abbia mai sentito. Ma esiste davvero o e’ uno pseudonimo? Lui e’ il prototipo del tarro definitivo, tanto che quando ho visto il thumbnail del video, credevo fosse Totti. Una bellissima erre, soprattutto all’inizio della canzone. Pezzo dedicato a una ragazza, vabbe’, il primo.
  2. Jessica Brando – “Dove non ci sono ore”: drammatico video pop-art da due soldi. Base che sembra Lenny Kravitz in down. E lei quando canta muove la bocca meno di un ventriloquo, per non perdere quell’espressione da bimba innocente e un po’ snob. E un testo poeticamente casuale. Pezzo dedicato a un ragazzo, vabbe’, seconda volta che si dedica a un amante.
  3. Broken Heart College – “Mesi”: il video e’ carino, credo che fossero stati rapiti e sia stato usato dai rapitori per comunicare con le famiglie. Inquadrature fisse, tristezza a palate (cit.) e credo che spunti anche un giornale del giorno in cui era stato girato il video, sempre per dimostrare che erano vivi (poi per carita’, so quanto costa fare un video e trovo che essere obbligati a farlo da Sanremo sia un’idiozia). E un ritornello terrificante. Piu’ dei bellissimi “uuuh” “iih”. E delle u pronunciate alla Pelu’. Pezzo dedicato a una ragazza, uhm, tre pezzi d’amore.
  4. Mattia De Luca – “Non parlare più”: una lagna terrifficante. Ululati di una tristezza incommensurabile, lui che suona il piano su un prato e voi che sperate che arrivi una meteora. Ma poi il pezzo apre. E voi chiudete, perche’ vi sembra di averlo gia’ sentito. Ehi, e’ dedicato a un’amante o mi sbaglio? Innovativo.
  5. La fame di Camilla – “Buio e luce”: altro video da rapimento, stavolta a sfondo nero. Un’altro tipo di noia. Ma sempre noia. Noia dedicata a… oh, strano, un’amante.
  6. Luca Marino – “Non mi dai pace”: siccome i contenuti non cambiano, cambio io l’ordine in cui ne parlo: toh! Parla di una ragazza! Ecco. Con inquadratura fissa, poveretto, il piu’ low budget, merita un premio.
  7. Jacopo Ratini – “Su questa panchina”: per un attimo credete che non parli d’amore. E invece vi stupisce proprio cosi’. Oltre che con i suoi vestiti. Melodie nuovissime, tentativi di innovazione e un sacco di altre cose, non sono in questo pezzo.
  8. Romeus – “Come l’autunno”: Attenzione, anche qui si parla di rapporti di coppia. Ma e’ il cantante che ha lasciato l’amante. E’ il massimo di innovazione che possiamo sperare di trovare. Video pero’ carino. Poi il testo diventa parzialmente incomprensibile, il pazzo apre a caso con fiati estenuanti che neanche Demo Morselli e, con la velocita’ di un infarto, chiude. Ma non ci avevo fatto caso, leggo il nome dell’artista: ROMEEEEUUUUSSSS?? EEEEH?!
  9. Tony Maiello – “Il linguaggio della resa”: ma chissa’ di cosa parlera’ questo pezzo? Di un rapporto tra lui e lei finito. Beeello. La notte di neeeeeve e di luce. Frasi a caso che fanno invidia ai parolieri di Tiziano Ferro, del quale fra l’altro e’ vero erede, anche per le espressioni facciali terrificanti ed esagerate. Ma perche’ cantare sembra sempre una defecazione?
  10. Nina Zilli – “L’uomo che amava le donne”: quest’ultima canzone neanche diciamo di cosa parla, no? Ecco. Voce alla Giusy Ferreri, alla Amy Winehouse, alla insomma gia’ sentita, stessa cosa per il pezzo che suona insopportabilmente di gia’ sentito.

ecco, dieci belle canzoni che parlano d’amore e di coppie. Ne sentivamo bisogno. Soddisfano tutte i criteri di

originalità delle canzoni, dell’interpretazione

citati a pagina cinque del regolamento. Ecco, cosi’ il post e’ circolare. E fra poco comincia Sanremo. Sono contento di essere, se non pronto, almeno preparato.

    • cristina
    • 18 febbraio 2010

    Stamattina, sul 13, un’esperta della giuria popolare diceva che vince Cessica.
    Ah, complimenti per aver visto Troppo belli.

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